IL CORAGGIO DI VIVERE

on Sabato, 14 Settembre 2013. Posted in Alimentazione

Le nuove frontiere della salute : questione di enzimi !

IL CORAGGIO DI VIVERE

Un principio che ha sempre
caratterizzato la mia attività è stato “non si finisce mai di imparare”
oggi aggiungo “e di conoscere”. Dietro al concetto di “imparare” mi è
particolarmente cara l’dea di “imparare a vivere”, un percorso di
consapevolezza che porta al riconoscimento della nostra natura e appartenenza,
al recupero della potenzialità biologica e a salvaguardare il principio di
conservazione, ma anche ad una riflessione intorno alla responsabilità delle
nostre decisioni.

Una strada ed una opportunità straordinaria per modificare quei comportamenti e quei vissuti emotivi che tanto inibiscono il normale corso della vita e che ci impediscono di evolvere verso la libertà, l’autonomia, la passione, l’amore, la serenità, in una parola, la salute ed il benessere vitale.

È altrettanto vero che “non si finisce mai di conoscere”, anche se il sapere, quando non è integrato nella visione consapevole della vita, è un sapere alla mercé del potere, di qualche tornaconto o effimera illusione; contribuisce poco, o niente, alla qualità e alla durata dell’esistenza umana se non, addirittura, la pregiudica come sta succedendo. La conoscenza, quando invece è supportata della consapevolezza e dall’umiltà, è fonte indispensabile di comprensione e di informazioni sulla natura dei fenomeni anzi, i due processi è necessario che si condizionino e si orientino a vicenda; devono diventare beneficio, valore, etica, prospettiva e cultura del vivere. I danni della loro separazione si raccontano nella nostra civiltà, nelle difficoltà politiche e sociali, nelle nostre disarmonie e condizioni di salute. In quest’ultimo campo tale “separazione” è particolarmente evidente. Cosa ne facciamo di una conoscenza che non tiene conto della vocazione naturale degli equilibri omeostatici e si concentra solo sugli effetti provocati proprio dal nostro modo sbagliato di vivere e di mangiare? Cosa ne facciamo di una visione che vede l’infinitesimo, il dettaglio, l’organo ma non l’intero processo e le sue interconnessioni? Cosa ne facciamo di una medicina che non si preoccupa di educare, di responsabilizzare, che esaurisce la sua funzione nella diagnosi e nella cura?

Devo anche dire che parallelamente a questa miopia, a questa contraddizione, c’è un fermento scientifico e culturale nuovo. Quella stessa scienza, per molto tempo ridotta dalla presunzione a dogma, ad arbitrio, a specializzazione, nel momento che approfondisce, che cerca di capire trova, inevitabilmente, nelle cause della compromissione la legge della connessione e della totalità. Non solo: documenta e dimostra che la salute è la condizione della normalità, sperimenta guarigioni fino a ieri impensabili, mette al centro l’importanza dello stile di vita, e in particolare dell’alimentazione, individua sostanze e strategie funzionali… Intanto che noi ricerchiamo il bandolo della matassa, fa sempre specie che gli animali vivano senza tutto il

pandemonio che noi umani siamo stati capaci di creare! Quanto rammarico nel vedere lo spreco di vite e il livello di sofferenza che si genera su questo equivoco. È vero! C’è molto da fare, da spiegare, soprattutto da indurre a pensare, ma finalmente posso dire che qualcosa si muove in questa direzione, ne sono testimone e protagonista allo stesso tempo.

Guardate cosa scrive il dottor Hiromi Shinya, un medico giapponese che da anni opera negli Stati Uniti, famoso in tutto il mondo per aver sviluppato la tecnica chirurgica colonscopica: “La mentalità comune dei medici attuali è pesantemente influenzata dai due principi guida della chirurgia e del farmaco. Raramente essi tentano di sensibilizzare il paziente proponendogli degli approcci alimentari adeguati e questo nonostante ormai sia largamente accettato che cancro, malattie cardiovascolari, metaboliche, ecc. siano ampiamente connesse con ciò che mangiamo”. Shinya ha esaminato stomaci ed intestini di oltre trecentomila persone e che, proprio per questo, forse ha qualcosa di interessante da dirci e da raccontarci. La sua esperienza clinica e di osservazione lo ha portato a vedere una stretta correlazione tra salute gastrointestinale e salute dell’individuo. Impressiona favorevolmente che per tutti i casi di tumore da lui operati - dico tutti - dopo un lavoro educativo ed una correzione dello stile di vita, non siano incorsi in alcuna recidiva! Hiromi ha individuato, nel “fattore enzima”, un elemento chiave di ogni funzione biologica e del sistema immunitario in modo specifico. Gli “enzimi vivi”, assunti con l’alimentazione, sono fondamentali all’equilibrio della flora batterica intestinale e alla forza/efficacia del sistema immunologico, che ci difende, che ci ripara e che ci mantiene nel range di funzionalità. Gli enzimi sono “vivi” quando sono nel cibo “vivo”, naturale, fresco… non possono certo essere negli alimenti cotti, processati, trasformati… Avevo incontrato una prima volta questa considerazione nello studio della “Terapia di Gerson” per la cura e la guarigione dal cancro. Anche il fondamento della sua strategia è finalizzato al rafforzamento del sistema immunitario proprio attraverso l’assunzione di sostanze nutraceutiche ottenute da frutta e verdura tramite un “estrattore” a freddo, che non ossida e non riduce ma ne aumenta notevolmente la concentrazione e l’assimilazione… A rinforzare questa nuova frontiera di studi e sperimentazioni è venuta anche la testimonianza di un gastroenterologo italiano, che mi raccontava del recente aumentato interesse della medicina per stomaco e intestino, in quanto organi basilari per lo stato di salute della persona e di quanto l’alimentazione e gli enzimi siamo fondamentali per la loro integrità e lo stato di salute generale. Casualmente (anche se niente succede per caso) il lavoro di Hiromi Shinya il cui titolo è ”Il Fattore Enzima - La dieta del futuro che previene le malattie cardiache, cura il cancro e arresta il diabete di tipo 2”, è arrivato a spiegarmi molte cose. Al mio fianco, mentre scrivo c’è una rivista commerciale con una bella “gnocca” in copertina, che titola: “La dieta in voga nell’estate 2013… 2 giorni di digiuno e 5 giorni fai quello che vuoi”. Fate da soli le debite considerazioni.

Nel frattempo però fate anche scorta di enzimi, se volete godere di buona salute, anche in età avanzata.

www.corradoceschinelli.com

http://www.facebook.com/corrado.ceschinelli